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giovedì 29 dicembre 2011

Felicità e un bicchiere di vino con un panino?!

Allora. Scrivere i post di fine anno non è mai stato il mio forte e mai lo sarà, quindi non capisco come questo si possa banalmente discostare dagli altri. Infatti non lo farà. Sarà scritto male tanto quanto gli altri, triste quanto o più degli altri e noioso decisamente quanto gli altri. Quindi come al solito se sei su queste righe è perché proprio questa mattina, o questo qualunque momento della giornata in cui stai leggendo, non hai di meglio da fare. Che poi mi chiedo è il 29 di Dicembre, come fai a non avere qualcosa da fare? Preparativi per capodanno? Non vai ad Amsterdam? Non studi? O semplicemente sei capitato qui per farti gli affari miei? O perché, come almeno l'80% delle persone che giunge su questo blog, hai googlato "quando un bicchiere cade e si rompe"? Tra l'altro è bello sottolineare come la gente leggendo quello che scrivo possa pensare, indirettamente, di farsi gli affari miei, quando sono io ed esclusivamente io che vi rendo partecipe di qualcosa e di conseguenza non siete voi che ficcate il naso tra la mia roba. Sono io che ve la sto raccontando. Qualsiasi cosa essa sia: pensieri sulla mia vita o il menù del mio cenone di capodanno. Quindi non sentitevi Dio se da quello che scrivo siete capaci di dedurre qualcosa.
Se la scrivo così è perché proprio così ve la voglio lasciare passare.
Concluso questo inizio acido che per l'appunto non tanto, almeno da quello che leggo su altri blog, si addice ai post di fine anno scrivo qualcosa su un argomento che mi sta molto a cuore che si presenta da se.
Ieri sera mentre giocavo a carte ero in coppia con una signora, Caterina si chiamava, che di punto in bianco, vedendomi pensieroso su quale carta scartare in modo da non favorire i nostri avversari mi ha chiamato filosofo. Se mai Mobby dovesse passare di qua e leggere so che nascerebbe un'infinita discussione a riguardo su cosa sia filosofare o fare filosofia che dir si voglia tuttavia io da vecchio proprio la vorrei una laurea in filosofia dopo tutte le altre che mi sono prefissato di prendere. Allora dopo quella in Ingegneria ne vorrei una in Design di qualcosa ed un'ultima in Filosofia. La filosofia che intendo io tuttavia non è la stessa filosofia che ti insegnano per l'appunto in un corso di laurea in Filosofia. Sarebbe interessante comunque.

E che c'entra adesso la felicità? Il panino? Ed il vino?
Io, o meglio il mio cervello... Facciamo entrambi siamo pericolosi se decidiamo insieme io di pompargli del sangue e lui di mettersi adeguatamente in moto. E' una cosa davvero pericolosa credetemi.
Adesso, parlando di felicità, mi capita qualche volta di domandare: sei felice?
Me lo ha chiesto qualcuno per la mia laurea, mi è stato chiesto in generale... Ma come si può rispondere ad una domanda del genere? Cos'è la felicità? E' davvero un qualcosa di tangibile che possiamo a riuscire a raggiungere e testimoniare il raggiungimento della stessa? Possiamo esibirne un certificato della sua esistenza in un dato momento?
Proviamo a stendere i dati del problema. Supponiamo che io possa definirmi felice per due motivi nella mia vita ad esempio: ho un lavoro a tempo indeterminato e sono in buona salute. Supponiamo che per altri due motivi possa definirmi non felice, ad esempio: qualche persona a me cara non sta bene ed ho perso a causa di un qualche tipo di guasto il lavoro prodotto negli ultimi 3 mesi e rischio il posto di lavoro.
Come sono? Felice? Infelice?
Qualcuno, che poi sono quasi tutti, potrebbe dirmi: dipende. Allora cosa facciamo? Assegniamo un peso alla felicità? Definiamo una scala da uno a dieci e diciamo questo mi rende felice sette e questo infelice sei e facciamo una somma dei pesi delle cose felici sottraendo la somma del peso delle cose infelici e se il risultato è maggiore di zero allora siamo felici, contrariamente no? Non è un po' una strumentalizzazione della felicità?
Probabilmente non dovrei farmi tutto queste domande a riguardo.
Tuttavia una cosa al mondo resta fantastica, una cosa è stupenda del genere umano: la capacità di pensare, la capacità di ragionare.
E' l'unica cosa che ci differenzia dalle bestie.

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martedì 20 dicembre 2011

Scrivo perché scrivere mi tiene sveglio. Forse.

Come da titolo l'unico motivo per il quale mi sto apprestando a scrivere non può essere che il più banale: restare sveglio. E' mezzanotte e venti ed ancora non ho ben deciso cosa fare per le restanti tre ore che mi sono rimaste prima di chiamare il taxi che mi porterà a centrale per prendere il bus che mi porterà a Malpensa per prendere l'aereo che mi porterà a Catania per prendere il bus che mi porterà a Messina per prendere la macchina che mi porterà a casa. Ecco quelle che leggete in modo piuttosto sequenziale qui sopra è l'itinerario delle mie prossime 12 ore, se tutto va bene con coincidenze e orari rispettati. Cosa potrei raccontarvi in questo frangente? Potrei partire con quello che sto facendo adesso, procedendo per descrivere con quello che ho intenzione di fare tra un po' per poi giungere a quello che sono stati gli ultimi 3 mesi post-laurea arrivando infine ad un'analisi dettagliata di quest'anno in totale. Che poi alla fin fine è quello che ognuno di noi si ritrova a fare, seppur involontariamente, alla fine di ogni singolo anno.
Come piano dico che mi piace. Iniziamo.
Davanti a me una tazzina stracolma di caffè appena uscito dalla caffettiera. Caldo al punto giusto, lasciato raffreddare per pochi minuti per evitare di ustionarmi la lingua, pochi, uno e mezzo, cucchiaini di zucchero giusto per sentire quell'amarezza che accompagnata da un bicchiere d'acqua ghiacciata mi tira su le palpebre. In testa un paio di cuffie con all'interno una rimbombante voce di Frida Amundsen, cantante norvegese scoperta dopo averne sentito una canzone alla radio su due pedali in ritorno dall'ennesima giornata di università. Sullo schermo di sinistra, lo schermo lasciatomi da Gioele prima di partire per il lontano Canada, aperto Unity, programma che stiamo utilizzando come gruppo al politecnico per sviluppare un gioco per iPhone per il corso di Videogame Design and Programming, con l'intenzione di mettermi a programmare per le restanti ore che sono in questa casa portandomi avanti per alcuni compiti che ho da svolgere a riguardo per le vacanze. Se qualcuno di voi se lo stesse domandando probabilmente a Marzo troverete questo gioco sull'App Store e dunque come si dice spesso in questi casi: Stay tuned!. Ai piedi della scrivania la borsa con la mia amata 7D, la valigia da imbarcare ed il bagaglio a mano. Visto il tempo a disposizione, la doccia posso anche farla per le 2:00, mi permetto di elencarvi cosa ho deciso di portarmi per queste vacanze.  Un totale di 5 jeans ed un pantalone, una camicia, 4 maglioncini di cui 2 nuovi comprati proprio ieri nella pazzesca foga dello shopping natalizio, una camicia, 3 felpe, circa 10 magliette, due paia di scarpe, qualche cavo sparso qua e la, guanti, scalda collo, berretto e un po' di mutande e di calze. Non so cosa ancora devo metterci dentro. Ah sì. Il pantalone per andare sulla neve che però prima di inserirlo nella valigia devo provare per constatare che i miei due chiletti in più rispetto all'anno scorso non ne compromettano l'indossabilità. Ancora a sinistra il comodissimo bagaglio a mano regalatomi per la laurea con dentro pc, libri, appunti ed in futuro la borsa della macchina fotografica giusto perché non mi facciano storie al check in perché ho più di un bagaglio a mano. Che a me queste cose scocciano sempre e mi metto a fare le prove perdendo anche pomeriggi interi.
Questo è la situazione ad adesso per l'appunto. Da qui in avanti dovrei quindi farmi una doccia, ultimare la valigia, programmare un po' per il videogame, anche guardarmi un film o qualche puntata di serie televisiva se arrivo in tempo.
I primi due punti sono stati saldati: "Potrei partire con quello che sto facendo adesso, procedendo per descrivere con quello che ho intenzione di fare tra un po'[...]". Andiamo ancora avanti. Gli ultimi 3 mesi.
Dal post precedente l'unica cosa che potete sapere è che non ho il tempo di grattarmi il culo. Vediamo di fare un analisi a-posteriori. Tutto è andata alla perfezione fino al giorno delle mia laurea e a qualche settimana  dopo prima ancora di realizzare cosa volessero davvero dire 7 materie al Politecnico di Milano con la bellezza di due progetti. Per quanto mi riguarda la descrizione di questi ultimi 3 mesi può semplicemente fermarsi qui: 7 materie, 2 progetti. Saldato anche il terzo punto del sommario: "[...]per poi giungere a quello che sono stati gli ultimi 3 mesi post-laurea[...]".
Nel frattempo si sono fatte le 00:45 e procediamo nel racconto di questo post tanto inutile per molti di voi. Anche se siete arrivati fino a qua ne dubito che lo sia. Forse la curiosità. Forse l'interesse, chissà. A me che me frega, tra un paio di ore sono a casa mia. Mio letto. Miei posti. Mia città.
Mi stupisco come per aiutarmi a non addormentarmi sui tasti, altrimenti leggereste qualcosa del tipo sdfghfdsaxzcdfghtregfdnvmcxbhtrgv vn dfb vfv kd, abbandono Frida e mi lancio verso un Pitbull ft. Chris Brown consigliatomi da youtube. Musica che lascia il tempo che trova. Questo tempo nel mio caso è per l'appunto quello che sto cercando io.
Dicevamo: l'ultimo anno. Ad oggi 69 post escluso quest'ultimo che ancora sto scrivendo con cui raggiungiamo i 70 contro i 48 dell'anno scorso ed i 18 di due anni fa. Questo non vuol dire altro che la mia testa con l'andare avanti degli anni frulla più del solito.
Questo è un anno fantastico da molteplici punti di vista, innovativo da altri, un anno proprio di merda da altri punti di vista ancora. Sperando che prima o poi qualcuno finisca di cagare.
Partiamo dall'inizio. Ma proprio inizio. Mi piace pensare che questo mio anno sia modellabile tramite una distribuzione gamma con k = 5 e θ = 1.0.
Un anno che inizia normalmente come moltissimi altri, per poi dopo pochi giorni subire un impennata imbarazzante che continua e ancora continua per mesi, arrivando ad un'estate stupenda, ad un Settembre  giusto per giungere dritti ad un Novembre e Dicembre da dimenticare. La vedete lì, la distribuzione gamma che io nel corso di statistica ricordo solo per nome avendo studiato il tutto in soli 6 giorni.
La vita è curiosa e simpatica ma ogni tanto se si mette di impegno rompe proprio i coglioni. Ed io che pensavo che queste distribuzioni esistessero solo nei libri di testo.
"[...]arrivando infine ad un'analisi dettagliata di quest'anno in totale.": fatto.
Di dettagliato c'è stato poco, lo so, ma onestamente arrivato alla fine avevo davvero poca voglia di raccontarvi il perché all'inizio dell'anno ero così contento ed alla fine in realtà non lo sono così tanto.

Ecco. Adesso sono a casa. 

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Etichette: pensieri, vita

venerdì 9 dicembre 2011

La vera ricchezza è avere tempo.

O meglio il tempo per grattarsi il culo. Si proprio così: per grattarsi il culo.
Proprio l'altra sera, era circa mezzanotte e stavo facendomi una doccia, è l'unico orario a cui trovo il tempo libero per farne una, pensavo che il momento più bello della giornata è proprio quello, gli unici 5/10 minuti liberi della mia giornata dove non studio, studio, studio, mangio, gioco al pc, dormo. Che tra l'altro anche dormire è quasi diventato una fatica, più per l'alzarsi che per l'addormentarsi. 
Ho poco tempo, sì, è vero. E che cavolo farai di così faticoso alla tua giovane età? Beh, nulla, studio.
Ne parlavo oggi con mia sorella che ho chiamato solo alle sei del pomeriggio per farle gli auguri per il suo compleanno. Le ho detto che non avevo neanche il tempo per grattarmi il culo ma d'altronde chi mi può credere/capire? Forse una persona c'è. Dall'altra parte dell'oceano ma c'è. L'altro giorno discutevamo di quanto è bello il tempo la mattina in Canada, che il cielo si fa rosso rosso, rosso inquietudine, rosso da far paura. Ne parlavamo sempre l'altro giorno mentre si cercava di capire se conviene tornarsene in Italia a prendersi una specialistica al Politecnico piuttosto che starsene a lavorare lì dove sembra che i sogni abbiano una maggiore probabilità di essere realizzati. Gli ho detto: "Statti in Canada. Non ci tornare qua. Fidati di me.". Gli avrò messo paura forse ma magari aiutato nella sua, difficile, scelta.
Non so se lo ricordate, ne parlavo tempo fa nella mia voglia di andare via da questo paese. In tempi non sospetti dove non facevo altro che parlarne. Una fissazione. Ma è chiaro che non parlare di una cosa non vuol dire dimenticarsene. Ci sono delle ultime evoluzioni a riguardo che solo in pochi sanno e va bene così.
Non per allontanarmi dal tema del tempo perché per andare dall'altra parte del mondo di tempo ce ne vuole eccome. Gioele dice che dall'altra parte del mondo è tutto più bello e si chiede come mai in Italia ancora non facciamo cose che li fanno da tempo come se fossero la normalità. A volte mi commuovo a leggere le parole di chi per tre anni come me era, proprio di fianco, a buttare sangue su dei libri scritti da persone autorevoli con l'unico scopo di diventarci un giorno anche noi persone dello stesso calibro. Anche se io libri sul quale la gente ci deve studiare non ne voglio scrivere. Mi emoziono più che commuovo tant'è che mi verrebbe voglia di prendere quelle poche persone che fanno parte della mia vita e andare via dall'altra parte del mondo. Non avete idea di quanto sia facile cambiare vita quando si è in pochi. Poche persone da avvertire per il vostro cambio di numero di telefono e dell'indirizzo di casa vostra intendo.
Questo è un post che alla fin fine parla di tempo e proprio a questo punto sto avendo l'impressione di avere perso il filo del discorso ma c'ho avuto il blocco dello scrittore anche a causa del tempo e non ho intenzione di fermarmi adesso. L'unica cosa che mi spinge avanti per adesso è una canzone che ho ascoltato circa 30 volte tra ieri ed oggi (ho la cattiva abitudine di farmi stancare una canzone subito subito non appena mi piace). Ha un testo fantastico secondo il mio modo di vedere una storia d'amore.

"It´s gonna take a lot to drag me away from you
I´ll fight for you
There´s nothing that 100 men ore more could ever do"

Avrei potuto fare altre 500 cose migliori di questa (scrivere) nel frattempo come ad esempio sistemare piccoli bug all'interno del videogame che dobbiamo consegnare Lunedì 12 per il corso di Videogame design and programming, oppure avrei potuto informarmi su come funzionano le JSP e le Servlet per il progetto di Ingegneria del Software 2 o ancora cercare di capire il senso di una materia come Linguaggi Formali e Compilatori per uno che compilatori nella sua vita possibilmente vorrebbe non vederli. Un mio nuovo collega a riguardo però ha detto una cosa saggia: "sarà proprio per questo che un futuro sul posto di lavoro ti daranno più soldi di un semplice impiegato". Si spera.
Sta di fatto che nessuna di queste cose mi ha attirato abbastanza anche perché sono troppo curioso di rivedere la mia faccia tra un paio di anni quando rileggerò nuovamente queste righe. Pollo.
Probabilmente solo allora qualcosa avrà più senso di quanto in realtà ne ha adesso.
Proprio qui davanti ho un pezzettino di giornale che circa 2 anni fa avevo strappato con su scritto:
"You must be able to identify something potentially new in what we have already. Have a vision."
Come se potessi starmene qui, anzi a casa mia, a non fare una mazza per poi una mattina mentre mi gratto il culo, poiché in quel caso avrei tempo, avere una visione, un intuizione e pam, fare il botto.
Fosse facile.

E' brutto dirlo ma quest'anno sta volgendo al termine e a tal proposito, anche se di solito lo faccio con le foto evidenziando quelle che secondo me sono le migliori del mio anno per singolo mese, consiglio da rileggere quelli che sono i post più belli o meglio più significativi a mio parere. Alcuni aprono storie, altri se non sembrano ne chiudono, altri sono fotografia, ricordi impressi in righe e righe, altri ancora sono commemorazioni. Fate un po' voi. Fossi in voi li rileggerei tutti ma, se vi trovate a corto di tempo proprio come me, Gennaio, Giugno e Novembre, almeno questi, li (ri)leggerei.
Gennaio - Il paradiso all'improvviso
Febbraio - Il giorno prima di un esame. O meglio i giorni...
Marzo - Post epico-commemoratico?!
Aprile - Firenze
Maggio - Tutti vogliono viaggiare in prima.
Giugno - Sarebbe bello!
Luglio - Bash scripting: prega per noi. Take a ticket: prega per noi.
Agosto - And here we go.
Settembre - Ad maiora semper
Ottobre - Sono un dinosauro biologico che mangia lombrichi.
Novembre - Scrivere di nulla.

Ti prendo e ti porto via.
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