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giovedì 5 maggio 2011

Tutti vogliono viaggiare in prima

Fondamentalmente sono una delle persone più felici del mondo. Ho appena finito un esame, sono sul treno diretto a Firenze e davanti ho il mio nuovo PC di nome Samantah (con l'H finale mi raccomando) sullo schermo del quale scorrono le scene del film 127 ore gentilmente consigliato da Gioele. La batteria segna carica residua per 6 ore e 54 minuti e io ho le mie belle cuffie indossate e non sento nulla al di fuori dei lamenti di Aron.

(Aron, il protagonista del film, in questo momento sta bevendo la sua stessa pipì perché è a corto di acqua.)

Il problema è che siamo fermi a Modena da 10 Minuti.

(Aron ha finito di bere la pipì e sta per vomitare.)

L'altoparlante sembra pronunciare qualcosa allorchè sposto la cuffia e sento parlare il controllore del nostro treno che, con accento alla Valentino Rossi, ci conferma che il treno è fermo a causa di un "guasto al locomotore" e che è prevista un attesa di 10 minuti. Sospiro momentaneamente, avverto Michi, me ne faccio una ragione, riappoggio la cuffia all'orecchio e ritorno indifferentemente a Samantah ed al mio film.

(Aron si è conficcato il coltello nel braccio, vuole amputarselo da solo perché contrariamente morirà di sete)

Sollevo temporaneamente lo sguardo e le due signore che siedono di fronte a me, età media 70 anni, sbuffano. Una delle due inforca il telefono per chiamare i parenti. Abilmente scosto nuovamente la cuffia dall'orecchio sinistro, non dal destro semplicemente per il fatto che alla mia destra è sito il finestrino. La signora avverte il figlio o chissachì di un ritardo pari a 50 minuti. Sgrano gli occhi e mi chiedo "ma fino a 2 minuti fa non erano 10?" mi rispondo dicendomi che se non mi fossi messo le cuffie ed alienato dal mondo per seguire Aron che si tagliava il braccio probabilmente avrei sentito ulteriori annunci. Mentre esco nuovamente il cellulare dalla tasca per avvisare Michi del prolungamento del ritardo il Valentino Rossi del treno 599 avverte i gentili viaggiatori che chi volesse potrebbe prendere il treno eurostar 8915 in partenza dal binario 2 e diretto a Bologna senza dover pagare il supplemento. Scambio di sguardi con la signora di fianco a me anche lei diretta a Firenze, prendiamo i bagagli e scendiamo diretti al binario 2.
Mi domando una volta a Bologna cosa si farà.
Al binario 2 è in arrivo un treno diretto a Milano e quindi deduco che sia il treno sbagliato, il nostro treno supplementare che dovrebbe portarci a Bologna porta 15 minuti di ritardo ed è in partenza dal binario 3 e quasi quasi mi balena in mente l'idea di ritornarmente sul mio bel regionale, che Gioele chiama "Tacito", ed aspettare i miei 50 minuti. La forza del gruppo è superiore a quella dell'individuo ed allora in un gruppo di persone che si era venuto a creare, tutti diretti a Firenze, si decide di aspettare questi altri 15 minuti ed una volta arrivati a Bologna si prende il primo treno disponibile per Firenze, probabilmente un freccia rossa. Se ci chiederanno di pagare il supplemento, la gente mormora, aggiriamo il controllore e lo pestiamo, propongo io. La gente sorride e concorda.
Nel frattempo tiro fuori Samantah e continuo con la mia visione appoggiato sul muretto che delimita le scale mentre un treno merci a tutta velocità non passa dal binario 3 e rischia di far decollare tutti i sacchi dell'immondizia che ci sono di fianco.

Il gruppo è capitanato da una donna in carriera sui 35 anni nativa di Milano e residente oramai a Firenze da 11 anni non so per quale motivo, credo per amore e/o lavoro, seguita da una ragazza più o meno della mia stessa età vestita in modo "discutibile" che è contenta perchè a causa di questo ritardo perderà il concerto di Jovanotti, uno straniero che parla italiano come quegli stranieri che parlano italiano, una filippina che ha quattro valigie quattro che come il signore straniero sopra non si capisce niente quando parla ma ride sempre, da quando è salita sul treno ride, e quando lei parla e ride tutti noi del gruppo ridiamo perché ci sembra male non farlo. Al seguito della filippina, che nel frattempo ci racconta che a suo marito piace tanto il Tofu e che si può fare saltato ad esempio in padella con i peperoni, c'è una calabrese, penso, che possiede una valigia più alta di lei che da quando siamo scesi dal 599 mi chiede di salire e scendere quella valigia stessa. Lo faccio gentilmente, perché sono galantuomo, ma ogni volta che lo faccio mi domando se la signora sia una trafficante di piombo importato illegalmente dalla Korea del sud. Alla nostra stregua c'è anche un'altra ragazza che ufficialmente ha la mia età che può essere che studia al Polimi, aveva attaccata nello zaino una bottiglietta di acqua sant'antonio e le macchinette del Polimi sono piene di quelle bottigliette, che poveretta e diretta a Prato e quindi a Firenze, dove siamo diretti, andrà qualcuno a prenderla. Al nostro seguito altra gente che ha creato altri gruppi che poco si son relazionati con noi ma che hanno sempre seguito le nostre scelte.

Dopo i famosi 15 minuti di attesa giunge l'eurostar che ci porta a Bologna. Sediamo e la gente del treno stesso dice che il treno ci starà circa 20 minuti ad arrivare a Bologna. La signora capogruppo di Firenze si informa dei treni disponibili dalle 21 in poi per Firenze e spunta un bel freccia rossa delle 21 e 08 confermatomi via telefono da Michi che mi dice anche che in caso si perde quello c'è l'ultimo alle 21 e 23. Mal che vada resto a Bologna e prendo quello delle 5 del mattino. Passa il controllore e domandiamo informazioni circa il tempo che ci separa dalla stazione di Bologna. Questi ci risponde che il tempo previsto è 15 minuti ma il signore che siede di fronte a me alza la voce dicendo "se questo treno ci mette 15 minuti mi mangio un coltello!". Il controllore sogghigna dicendo "speriamo ci metta un po' di più allora!". Come previsto, per la felicità del signore di fronte a me, arriviamo in poco più di 15 minuti.

(Aron si è tagliato il nervo del braccio è finalmente l'ha staccato.)

Il freccia rossa è arrivato al binario 2 e mentre annunciano che il treno 599 porta 120 minuti di ritardo orogliosi saliamo. Partiamo dalla prima classe e una sola porta ci separa dalla seconda quand'ecco che decidiamo di sederci lì, proprio in prima classe. Io dico "rutta pi rutta rumpemula tutta" ma nessuno mi capisce e un po' ci resto male. In prima classe non c'è quasi nessuno se non presunti manager affermatissimi che ci guardano con occhio trucido, quello sguardo classico di gente affermata che si sente "un cazzo e mezzo" solo per chi è adesso. Spero solo che se un giorno sarò ricco e famoso, come magari lo era uno di quei manager, non avrò quello sguardo e sarò più gentile e sorridente. I famosi manager di cui prima non ci chiedono neanche il permesso per passare, non abbiamo le facce da prima classe, è vero, ma il desiderio di tirargli un calcio in culo una volta passati è forte.

(Aron è salvo, è arrivato un elicottero a salvarlo.)

Una gentile hostess passa ad offrirci da bere. Noi gente del gruppo ci guardiamo negli occhi è indirettamente ci diciamo di non approfittarne troppo. Ringraziamo, rifiutiamo l'offerta e andiamo avanti. Davanti a me c'è MF (Milano e Finanza), Class News e La freccia, mensile di distribuzione gratuita che giace sui comodi sedili di prima classe del freccia rossa. Ne prendo uno a caso e li sfoglio con fare saccente. Non capendoci nulla poso tutto con disinvoltura.

(Aron nuota felice in piscina senza più un braccio.)

Raggiungiamo finalmente la Stazione di Santa Maria Novella. Scendo la valigia della signora presunta calabrese, ringrazio per la bella compagnia, auguro una buona serata ed una buona vita a tutti e mi dirigo verso l'uscita della stazione dove mi attende Lei.

La capogruppo abbraccia suo marito, credo, la ragazza di Prato mi sorpassa parlando al telefono con suo padre, la signora filippina (ma ora mi viene anche in mente che potrebbe essere tailendese) ride ancora, ride, ride, non fa altro che ridere e penso che vorrei anche io essere sorridente sempre come lei. Gli altri li lascio dietro, non so cosa abbiano fatto.

Da dietro un pilastro poi spunta Lei e tutto il resto non ha più importanza.
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Etichette: firenze, trenitalia, vita

1 commenti:

Anonimo ha detto...

fratello godilo tutti questo momento, stai sveglio la notte e non andare mai al bagno. Farei così tornando indietro :D

05 maggio 2011 11:58

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