Questo voleva essere un post epico-commemorativo: il centesimo post.
Ne avevo messo a punto uno lungo, triste e noioso che, non piacendo nella forma e nel contenuto a me stesso, ho evitato di postare e chissà se mai lo farò.
Volevo che questo fosse un post felice o almeno non triste anche se scriverlo poche ore prima di ripartire potrebbe sembrare un po' azzardato.
Con questo non voglio più dire molto, voglio solo dedicarlo a chi in questi giorni mi ha reso una persona felice: grazie.
Chiudo quella porta che, come dissi 12 giorni fa, aprii a Milano.
Questa è la porta che si chiude e, come sempre nella vita, eccone ancora un'altra da aprire.
Ne avevo messo a punto uno lungo, triste e noioso che, non piacendo nella forma e nel contenuto a me stesso, ho evitato di postare e chissà se mai lo farò.
Volevo che questo fosse un post felice o almeno non triste anche se scriverlo poche ore prima di ripartire potrebbe sembrare un po' azzardato.
Con questo non voglio più dire molto, voglio solo dedicarlo a chi in questi giorni mi ha reso una persona felice: grazie.
Chiudo quella porta che, come dissi 12 giorni fa, aprii a Milano.
Questa è la porta che si chiude e, come sempre nella vita, eccone ancora un'altra da aprire.
2 commenti:
...e ora si rapi u putticatu!
attrata da questo blog per il suo titolo! sei calabrese? questo detto della "cucuzza" lo ripeteva sempre mio padre!
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