Il giorno prima di un esame sono tanti i pensieri che passano per la testa.
Oggi è uno di quelli, un giorno prima di un esame.
Oramai c'ho fatto l'abitudine. L'altro giorno dicevo a mia madre che non riesco più a distinguere i giorni della settimana in fase di preparazione di un esame. Un sabato può essere un Lunedì così come una Domenica. Tutto è sempre piatto allo stesso modo. Sveglia sempre al solito orario, sempre diretto verso la casa dello studente. Per un mese tutto diventa ovattato attorno a me, vedo pure le stesse facce quando passo da Piola per raggiungere la casa dello studente.
In una settimana ho visto 4 volte lo stesso Padre che porta il figlio a scuola in bicicletta, lo stesso padre che spinge la carrozzella del figlio che chissà come chissà quando s'è rotto la gamba, quella madre che corre perché deve andare a lavoro e lascia il figlio indietro che affretta il passo stanco chissà per cosa, mica studia al politecnico lui?! Incontro lo stesso portiere oramai da tre settimane una volta giunto alla casa. Sembra abbastanza tranquillo lui nel suo habitat riscaldato a parte rispetto a tutto l'ambiente che lo circonda. Io con l'occhio ancora stanco estraggo e consegno la carta d'identità pronunciando un eloquente due-quattro-quattro: e qui è l'inizio della fine. L'inizio di una giornata di stress fatta solo di zeri e di uni, di tabelle, di algoritmi e di fogli che volano.
Il giorno prima di un esame prevede fondamentalmente tre fasi:
La prima consiste nel convincersi che l'esame sarà facile, che sappiamo fare tutti gli esercizi e che spaccheremo.
La seconda è una di sollazzamento e di non pensiero a quello che ci aspetta l'indomani, quasi quasi sembra un giorno della settimana post-esame, quello dotato di puro cazzeggio.
La terza è quella dei pronostici, solitamente avviene a fine giornata quando tutto quello che si poteva fare è stato fatto, quando rutta pi rutta rumpemula tutta.
Il giorno prima di un esame si contraddistingue anche come il giorno durante il quale mi accorgo che le mutande nell'armadio scarseggiano e quindi è arrivato anche il momento di fare una lavatrice. E' il giorno dove mi accorgo che la sedia accanto al letto sta diventando troppo popolata per potere sopportare il fardello dei vestiti che la sovrastano e quindi è anche arrivato il momento di perdere almeno una mezz'ora a piegare magliette, maglioncini, felpe e jeans.
Sono giorni fruttuosi da alcuni punti di vista i giorni prima di un esame.
Meno fruttuosi da tanti altri punti di vista: Gioele dice che ogni esercizio di Quine McCluskey fatto sono un'ora di vita che se ne va. Io gli do ragione.
Meno fruttuosi da tanti altri punti di vista: Gioele dice che ogni esercizio di Quine McCluskey fatto sono un'ora di vita che se ne va. Io gli do ragione.
I giorni prima di un esame sono intellettualmente stimolanti non per lo studio che essi portano con se ma più che altro per le discussioni intrinseche che accompagnano le stesure dei temi d'esame. Si può parlare dell'esistenza di un dio, di quanto male possa fare vedere qualcosa o qualcuno, di quanto spaccheremo quando saremo grandi, di come funziona un sensore a rilevamento luminoso e di movimento. Si possono cantare canzoni, strappare fogli, riempire scrivanie di resti di gomma cancellata e di disegni che possono apparire essere stati fatti da chiunque tranne che da un futuro ingegnere. Puoi ascoltare la versione integrale de Le quattro stagioni di Vivaldi e per questo beccarti un mal di testa e cercare di rimediare ascoltando i remix di David Guetta. Puoi ascoltare anche Iris di Biagio Antonacci in tutte le sue salse e domandarti "ma che cavolo di nome è Iris?!" e sentirsi rispondere "bello ma io non credo lo darei a mia figlia!". Si possono guardare documentari sull'esistenza di Atlantide, film, telefilm e trasmissioni televisive mattutine. Tutto questo nei giorni prima di un esame. Alla fin fine l'importante non è quello che trovi alla fine di una corsa... L'importante è quello che provi mentre corri.
0 commenti:
Posta un commento