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sabato 26 dicembre 2009

When a man loves a women


Notare i cambiamenti.
Capire quello che ti accade intorno.
Così come i topi notano da prima l'avvento di una disgrazia e sono i primi a fuggire, a trarsi in salvo.
"Svariati studi biologici dimostrano che un rospo collocato in un recipiente con l'acqua del suo stagno rimane immobile per tutto il tempo in cui il liquido viene riscaldato. L'animale non reagisce al graduale aumento della temperatura, ai mutamenti d'ambiente e, gonfio e felice, muore quando l'acqua arriva a ebollizione. D'altro canto, un rosp gettato nel medesimo recipiente con l'acqua già bollente balza immediatamente fuori. Mezzo bruciacchiato, ma vivo."
Non è colpa nostra.
E' la forma mentis dell'uomo, dell'essere umano in se stesso, che ci spinge ad agire e comportarci come quel rospo.
Queste sono le parole che seguono i 99,9°centigradi, ovvero 211,82° fahrenheit.
Si dice che senza amare non si può comporre una canzone, che senza amare non si può comprendere il vero significato della vita, che senza amare, forse, non ha senso la tua vita.
Sai che dico?! Che chi ha detto queste cose aveva ragione, ma ti dico anche, e ne sono consapevole, che chi ha detto queste cose le ha dette come sopra, poco dopo i 211,82 f!
L'amore fa male, l'amore uccide, l'amore ti fa sentire vivo, ti fa sentire partecipe di quello in cui molti credono; un disegno divino superiore chiamato dagli antichi, fato.
L'amore ti può fare ringiovanire, l'amore ti può fare invecchiare, l'amore ti può fare impazzire, l'amore ti può fare gioire. Ti fa fare cose che avresti giurato di non fare mai.
Sempre qualcun altro ci dice che ogni uomo da qualche parte abbia la sua anima gemella.
Ricordo la scena di un film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Tre uomini e una gamba.
Riportavano il mito della mela di Platone. Platone ci dice, o perlomeno ci diceva (in questi casa la filosofia torna utile ed esplicativa) che le anime gemelle sono rarissime da trovare. Immaginiamo che all'alba dei tempi ogni uomo possedeva una mezza mela, ma come l'aveva ottenuta quella mezza mela?
Le mele corrispondenti alla metà della totalità degli individui erano state divise e distribuite in modo del tutto casuale a tutte le persone esistenti.
Per quanto ognuno di noi cerchi di trovare la sua metà, la parte mancante, c'è sempre qualche lato che non combacia. Tutte sono simili ma nessuna rappresenta la metà perfetta.
Adesso, semplificando e banalizzando, l'amore è una mera e banale ricerca di una mezza mela, oramai ingiallita??
E' questo quello a cui l'uomo e la donna aspirano? Girare in tondo e confrontare con tutti la propria mezza mela o aspettare che la mela cada in testa cada in testa permettendoci così di scoprire la gravità (leggasi amore)??
Il rospo non saprebbe darci una risposta, oltre al fatto che è morto, perché quel rospo aveva smussato gli angoli della sua mela di proposito, per far si che questi ultimi combaciassero, per far si che anche lui, tutto felice nel suo putrido stagno, potesse urlare di avere trovato la sua anima gemella. Parere diverso ci darebbe invece il rospo che vedendo il suo amico morire si era gettato anche lui nell'acqua bollente, consapevole di ciò che stesse accadendo, uscendone ustionato ma vivo.
Continuando l'elenco; l'amore ti rende incosciente, vulnerabile pronto a tutto, si... Anche a buttarti sotto un camion se solo ce ne fosse il bisogno.
Adesso vi pongo una domanda che scotta e alla quale so quali saranno le risposte che (forse) verranno date.
Siete sicuri di avere al vostro fianco la vostra anima gemella o state solo smussando gli angoli della vostra mela?
Io ho il mio parere, io ho la mia opinione. Adesso.
Forse un tempo non ne avevo opinione.
Ho la mia opinione d'amore, forte, decisa, sbagliata.
Nessuno di noi mai troverà la sue metà della mela perché in realtà le mele che sono state tagliate non erano pari alla metà della popolazione, bensì erano esattamente in corrispondenza 1:1, una persona:una mela.
Le mele di conseguenza, come Platone ci insegna, vennero si tagliate ma l'altra metà non andò a qualcun altro; andò persa chissà dove, forse in un altro mondo o in un altro universo.
Io ho ancora la mia idea. Che nessuno mai troverà mai la sua metà perfetta, lo ribadisco semmai non fosse chiaro il concetto.
Non credo che siano state mai trovate due mezze mele appartenenti primordialmente alla stessa mela, così come non sono mai state mai trovate due impronte digitali combacianti appartenenti a due soggetti differenti.
Ripeto. Noi ci crediamo, restiamo abbagliati dalla possibilità di trovare in un mondo così vasto la nostra esatta metà, non rendendoci conto che la nostra non è una semplice ardua ricerca bensì un graduale adattamento, una graduale predisposizione all'accettare quanto di più simile ci sia alla nostra mezza mela.
La verità è che ognuno di noi ha paura, terrore, di restare solo. Ha paura di rischiare, di intraprendere la strada meno battuta.
Cosa siamo disposti a perdere?
Dignità? Amore? Noi stessi?
Chi è disposto a seguirci nelle nostre rinunce?
Chi, invece, ci abbandona all'imbocco del bivio?
E' in questi momenti che noti se le persone che hai al tuo fianco ti amano davvero, è qui che noti se le persone che ti ritrovi al tuo fianco sono pronte a processarti al tuo minimo sbaglio.
Qui capisci se loro non aspettano altro che processarti, ghigliottinarti.
Chiariamoci. Nulla può essere conseguito con semplicità e facilità.
Perseguire insieme obiettivi differenti, camminare sue due strade differenti tenendosi mano nella mano, guardare da due luoghi differenti nella stessa direzione; questo è l'amore.
L'amore è cercare di smussare la propria mela per cercare di farla combaciare al meglio con un'altra. Compiere l'errore è dietro l'angolo, smussando troppo una mela potresti arrivare ai semi e non renderti conto più di che forma e che sapore aveva la tua mela.
Non prendiamoci in giro. Se l'amore esiste, esiste al di fuori della portata di qualsiasi evento, di qualsiasi avvenimento, così come tutti coloro che giurano amore eterno sono disposti ad essere accanto alla propria metà nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia.
La verità è che a parole, leggendo le parole scritte su un copione, siamo tutti capaci, è al momento di mettere in atto i fatti che tutti fanno un passo indietro.
E' facile sfidare ciò che non comporta alcun rischio.
A tutti voi auguro sinceramente di dovere utilizzare molto poco il coltello, di smussare solo minimamente i vostri spigoli e soprattutto vi auguro che il bivio peggiore che vi si porrà davanti alla vostra strada non vi porti mai lontano da ciò che amate, dai vostri affetti, che la direzione utile sia sempre la più semplice da prendere.
Mi hanno sempre insegnato a sognare, a credere che "perchance to dream", ad essere pronto a rinunciare a qualsiasi cosa pur di perseguire il tuo sogno.
La domanda che dobbiamo porci è:
"fino a che punto i nostri sogni possono essere guidati o manipolati"
?

"Le persone non sono mai soddisfatte. Se hanno poco, vogliono molto. Se posseggono molto, desiderano ancora di più. Se hanno in sorte ancora di più pretendono di essere felici con poco - tuttavia non sono capaci di fare un solo sforzo per realizzare questa aspirazione."


(Ispirato dalla lettura de Il vincitore è solo di Paulo Coelho)

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Etichette: amore, bivio, incazzato, rabbia, scelte, vita

lunedì 7 dicembre 2009

Voglio andar via!


Questa è una di quelle storie che in una foto iniziano ed in una foto finiscono.
Questa è una di quelle storie che puoi dare per scontata una fine o puoi immaginarla una fine, come piacerebbe a te.
(La vita è segnata dalle opportunità, anche da quelle che non cogliamo. Ogni volta che leggo questa frase mi accorgo quanto mi trae in inganno, come a voler dire che chi coglie tutte le opportunità che gli si pongono davanti è apposto. Cazzate. C’è un “anche” grosso come una casa che frega. In poche parole quella frase ti sta dicendo che la vita è segnata dalle opportunità, punto. Bravo. Grazie per l’avviso ma lo sapevo già.)
Qualcuno aveva mai detto a quella pianta che sarebbe andata a finire in quel modo?
Qualcuno l’aveva detto a quella pianta che avrebbe dovuto passare il resto dei suoi giorni appoggiata su di un davanzale a far appassire le sue foglie sotto il sole?
No. Non l’aveva detto nessuno a quella pianta, ve lo dico io. Ed anche semmai qualcuno glielo avesse detto, non l’avrebbe capito, o perlomeno avrebbe fatto finta di non capirlo.
Nessuno aveva detto niente di tutto ciò a quella pianta. L’unica cosa che gli era stata detta era che avrebbe dovuto condividere quel davanzale legata ad un sasso, non grosso, ma pur sempre sasso, giudice della sua vita. Sarebbe stato lui che l’avrebbe costretta a fare appassire le sue foglie col cocente sole del mattino.
Adesso immaginiamoci di svegliarci un giorno, scendere dal letto ed improvvisamente sentire uno strattone al piede, inciampare, cadere per terra e farsi del male; non farebbe piacere a nessuno.
E allora?!
Come pensate si senta quella pianta legata con un sasso al collo?
Cosa avrebbe dovuto fare quella pianta per liberarsi da quel boia che ogni mattina la condannava a stare relegata lì per niente, in un vicolo abbandonato di una vecchia cittadina?
Poteva decidere se amarlo od odiarlo per il resto dei suoi giorni.
Adesso questa è una di quelle storie che storie che potrebbero finire o con un “e vissero felici e contenti” o con un “non vissero tutti …”. Non c’è un fine unico a questa storia e non mi va neanche di dirvi quello che io avevo prospettato per essa.
Mi piace immaginare che ognuno si immagini il proprio finale, in base la proprio umore, a come si è svegliato stamattina; in base a dove si trova. Mi piace pensare che ognuno fantastichi, perché si sa, la mente ti porta in luoghi che il corpo non può neanche immaginare.



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«Ecco i pazzi. I disadattati. I ribelli. I contestatori… Puoi lodarli, disapprovarli, citarli, Puoi non credere loro, puoi glorificarli o denigrarli. Ma ciò che non potrai fare è ignorarli. Perché loro sono quelli che cambiano le cose. Inventano. Immaginano. Curano. Esplorano. Creano. Ispirano. Mandano avanti l'umanità. Forse devono per forza essere pazzi. Altrimenti come potresti guardare una tela vuota e vederci un'opera d'arte? O sedere in silenzio e sentire una musica che non è mai stata composta? … E se alcuni vedono la pazzia, noi vediamo il genio. Perché le persone così pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano»

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